La donazione di sangue e plasma
Le cose da sapere quando si diventa donatore/donatrice
ATTIVITà e descrizione
Il materiale informativo
Presso i Centri Trasfusionali e le Unità di Raccolta sono disponibili informazioni su sangue, emocomponenti e normativa sulla privacy.
Tutela del donatore
Il donatore può autoescludersi in qualsiasi momento e deve comunicare eventuali problemi di salute post-donazione.
Norme dietetiche
Alcuni alimenti possono incidere sulle condizioni di donazione.
Le informazioni per il donatore e la donatrice di sangue ed emocomponenti
Presso le Unità di Raccolta e i Centri Trasfusionali sono sempre disponibili:
- Il materiale informativo esauriente e comprensibile sulle caratteristiche essenziali del sangue, degli emocomponenti e dei prodotti emoderivati, sulla loro destinazione d’impiego e sulle malattie trasmissibili attraverso il sangue;
- l’informativa relativa al trattamento dei dati personali.
Questo materiale fornisce informazioni esaustive e deve porre particolare attenzione sui criteri di garanzia per il donatore e per il paziente.
Inoltre, particolare attenzione deve essere posta sui motivi per cui non devono donare coloro che a causa di particolari comportamenti possono mettere a rischio la salute del paziente, ma anche sui motivi per cui non devono donare sangue o emocomponenti gli aspiranti donatori o i donatori periodici che potrebbero avere danno dalla donazione stessa.
L’aspirante donatore o il donatore periodico deve essere messo in grado di porre qualsiasi domanda in qualsiasi momento della procedura e deve essere informato che può ritirarsi o rinviare la donazione per propria decisione in qualsiasi momento.
Avvenuta la donazione il donatore deve comunicare tempestivamente, ai fini della tutela della salute dei pazienti trasfusi, eventuali malattie insorte dopo la donazione o eventuali reazioni successive alla donazione3
In cosa consiste la donazione
L’esperienza di donazione può essere effettuata principalmente attraverso due modalità : la donazione di sangue intero o la donazione di plasma.
Queste due tipologie di donazione presentano tempistiche e requisiti diversi, permettendo di contribuire a necessità differenti per i pazienti che riceveranno il dono. Le procedure di donazione e accoglienza del donatore rispecchiano però sempre i valori associativi ed etici di AVIS e il significato che questo gesto assume per gli altri.
É importante inoltre ricordare, che nelle sedi in cui si effettua la donazione differita (1.5.1) la prima donazione avviene solo al secondo appuntamento, mentre al primo appuntamento si effettuano solo gli esami e i controlli.
Approfondimenti:
Questa situazione pone AVIS in un ruolo di grande responsabilità nel garantire l’autosufficienza di sangue ed emoderivati in termini di programmazione della raccolta, di gestione dell’afflusso dei donatori e di adeguate garanzie di sicurezza e qualità.
L’autosufficienza nazionale è garantita attraverso la sinergia tra la programmazione dell’attività di chiamata e l’analisi approfondita del fabbisogno del sistema, permettendo di evitare l’alternanza di periodi di carenza a periodi di abbondanza, con tutte le conseguenze che un eventuale sbilanciamento comporterebbe.
Per quanto riguarda AVIS, la programmazione si articola nella chiamata-convocazione del donatore e prenotazione della donazione che si integra con il servizio di accoglienza del donatore e con l’attività di raccolta gestita direttamente dall’Associazione presso le proprie Articolazioni organizzative, fisse e mobili.
La legge 219/2005 garantisce infatti alle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue la possibilità di raccogliere direttamente il sangue e gli emocomponenti, previa l’autorizzazione all’esercizio da parte delle Autorità sanitarie di riferimento, che naturalmente effettuano controlli regolari. Il Servizio di raccolta associativa AVIS viene quindi svolto in Convenzione con le Aziende Socio-Sanitarie e quelle Ospedaliere territorialmente competenti, alle quali vengono inviati il sangue e il plasma raccolti. Sul piano operativo i sistemi organizzativi di donazione e di raccolta sono soggetti ad una forte differenziazione territoriale, legata alla regionalizzazione dei sistemi sanitari. I modelli organizzativi presenti sul territorio variano a seconda delle modalità operative adottate per la gestione delle attività fondamentali.