La donazione di sangue e plasma
Il ruolo delle associazioni di donatori
ATTIVITà e descrizione
Coordinamento donatori
Le associazioni gestiscono la chiamata e dove definito da Convenzione anche l’organizzazione della raccolta di sangue e plasma.
Collaborazione con il SSN
Le associazioni lavorano con il Servizio Sanitario Nazionale per garantire autosufficienza e sicurezza nelle trasfusioni.
Pianificazione
Si evita l’alternanza di carenze ed eccedenze di sangue attraverso una programmazione mirata.
Il riferimento normativo
Le legislazioni nazionale e regionali di questo settore riconoscono l’insostituibile ruolo dei donatori di sangue e delle loro associazioni per il raggiungimento degli obiettivi del sistema trasfusionale. Essi assicurano un flusso di donazioni periodiche, coerente con le esigenze del sistema sanitario, attraverso donatori volontari non remunerati, adeguatamente informati e controllati periodicamente.
AVIS è una garanzia di supporto alle necessità trasfusionali degli ammalati: la sua attività è riconosciuta come necessaria per garantire un livello essenziale di assistenza alla medicina trasfusionale. Il sistema trasfusionale italiano si fonda infatti sulla donazione volontaria, anonima, gratuita, periodica, consapevole ed associata.
A tutte le associazioni dei donatori volontari di sangue lo Stato riconosce il diritto di partecipazione alla programmazione, ma soprattutto un ruolo strategico nella gestione dei donatori attraverso l’esclusività dell’attività di chiamata. Concede inoltre la possibilità di organizzare l’attività di raccolta diretta del sangue e dei suoi emocomponenti, naturalmente in collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale. Queste attività sono regolate da apposite convenzioni tra Istituzione pubblica ed associazioni come AVIS, e sono caratterizzate da un preciso sistema normativo e da relazioni tecnico-scientifiche ed organizzative.
Questa situazione pone AVIS in un ruolo di grande responsabilità nel garantire l’autosufficienza di sangue ed emoderivati in termini di programmazione della raccolta, di gestione dell’afflusso dei donatori e di adeguate garanzie di sicurezza e qualità.
L’autosufficienza nazionale è garantita attraverso la sinergia tra la programmazione dell’attività di chiamata e l’analisi approfondita del fabbisogno del sistema, permettendo di evitare l’alternanza di periodi di carenza a periodi di abbondanza, con tutte le conseguenze che un eventuale sbilanciamento comporterebbe.
Per quanto riguarda AVIS, la programmazione si articola nella chiamata-convocazione del donatore e prenotazione della donazione che si integra con il servizio di accoglienza del donatore e con l’attività di raccolta gestita direttamente dall’Associazione presso le proprie Articolazioni organizzative, fisse e mobili.
La legge 219/2005 garantisce infatti alle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue la possibilità di raccogliere direttamente il sangue e gli emocomponenti, previa l’autorizzazione all’esercizio da parte delle Autorità sanitarie di riferimento, che naturalmente effettuano controlli regolari. Il Servizio di raccolta associativa AVIS viene quindi svolto in Convenzione con le Aziende Socio-Sanitarie e quelle Ospedaliere territorialmente competenti, alle quali vengono inviati il sangue e il plasma raccolti. Sul piano operativo i sistemi organizzativi di donazione e di raccolta sono soggetti ad una forte differenziazione territoriale, legata alla regionalizzazione dei sistemi sanitari. I modelli organizzativi presenti sul territorio variano a seconda delle modalità operative adottate per la gestione delle attività fondamentali.