Industria di plasmaderivazione e produzione farmaci plasmaderivati
Audit presso i Servizi Trasfusionali
ATTIVITà e descrizione
Verifiche interne
Le aziende ospedaliere eseguono audit sui Servizi Trasfusionali per assicurare il rispetto delle normative.
Verifiche esterne
Le aziende farmaceutiche che ricevono il plasma effettuano controlli di seconda parte per garantire la qualità della materia prima.
Audit di terza parte
I Centri Regionali Sangue e le Autorità regolatorie conducono audit per verificare la conformità ai requisiti di sicurezza e qualità.
Alla base del processo di plasmaderivazione e produzione di medicinali plasma derivati (MPD), vi sono specifiche fasi di controllo effettuate dagli attori del sistema, che avvengono a tutti i livelli procedurali e di collegamento tra strutture.
Il sangue raccolto subisce una prima lavorazione (scomposizione in caso di sangue intero e congelamento del plasma ottenuto sia dalla scomposizione che quello ottenuto da donazione in aferesi) presso i Servizi Trasfusionali (ST) o i Centri di Lavorazione.
Ci sono poi altre normative che riguardano la parte industriale del processo, in comune con la produzione di medicinali tradizionali.
La trasformazione che avviene presso le Aziende di plasmaderivazione è regolamentata dalle GMP – Good Manufacturing Practices, mentre la parte di distribuzione e stoccaggio dei medicinali viene regolamentata dalle GDP – Good Distribution Practices.
Figura 1: il processo “da vena a vena”: dalla raccolta del plasma alla distribuzione dei Medicinali Plasma Derivati e relative normative regolatorie
L’obiettivo degli audit è di contribuire ad un continuo miglioramento dei processi e a garantire la qualità del prodotto finale, e quindi la salute del paziente e del donatore stesso.
Periodicamente, attraverso gli audit, viene valutata l’adeguatezza del sistema qualità in uso attraverso l’analisi dei flussi di processo e della relativa documentazione che tiene traccia di tutto.
Gli audit vengono svolti da più parti e con tre «livelli» diversi:
- le verifiche di parte prima, effettuate “internamente” dall’Azienda Ospedaliera per tramite del ST;
- le verifiche di parte seconda, svolte dall’azienda che trasforma il plasma in MPD;
- le verifiche di parte terza, in carico all’Autorità Regionale (Centro Regionale Sangue) a cui il ST e le UdR/PdR afferisce ai fini dell’autorizzazione ed accreditamento della struttura.
Oltre all’aderenza alle GDP, i Servizi Trasfusionali (ST) e le Unità di Raccolta (UdR)/Punti di Raccolta (PdR) hanno l'obbligo di sviluppare e mantenere un sistema di qualità che sia conforme alla Direttiva europea 2005/62/CE, alla relativa Guida dell’ European Directorate for the Quality of Medicines & HealthCare. – EDQM - intitolata “Guide to the preparation, use and quality assurance of Blood Components” oltre che al Decreto 2 novembre 2015.
In virtù dei numerosi vincoli regolatori, i ST e le UdR/PdR vengono periodicamente tenuti sotto controllo attraverso un processo di verifiche (audit) per valutare la loro conformità alle normative, alle linee guida e ai protocolli interni descritti nei loro sistemi qualità.
La Legge 219/2005, articolo 15, stabilisce che gruppi di Regioni, definiti “Consorzi”, possano stipulare convenzioni per la lavorazione del plasma raccolto in Italia con aziende idonee ad effettuare il ciclo completo di frazionamento.
Infatti, l’autosufficienza di componenti labili del sangue (globuli rossi e piastrine) e di prodotti derivati dal plasma (i Medicinali Plasma Derivati, MPD), rappresenta un obiettivo strategico per il Paese.
Quanto sopra spiega perché i Consorzi definiscano con l’Azienda che trasforma il plasma in prodotto medicinale un accordo sulla qualità (Quality Agreement), nel quale sono definiti i rispettivi obblighi e le responsabilità in merito alla conformità alle specifiche che devono seguire tanto il plasma raccolto, quanto i prodotti da esso ottenuti.
Il Quality Agreement include ad esempio:
- un dettaglio sulle specifiche di qualità richieste affinché il plasma sia idoneo alla lavorazione industriale;
- i controlli di qualità a cui deve essere sottoposto il plasma, inclusi i test di laboratorio, le procedure di convalida e le attività di monitoraggio continuo;
- come viene garantita la tracciabilità del plasma: questo riguarda anche la registrazione accurata delle informazioni relative al donatore, alla raccolta, al trasporto delle unità raccolte e alla lavorazione del plasma effettuata presso il ST o i Centri di lavorazione degli emoderivati.
- responsabilità e ruoli (organigramma e funzioni-gramma);
- conformità alle normative;
- procedure da attuare per la risoluzione dei problemi; pertanto, nel caso in cui si verifichino problemi o discrepanze, l’accordo stabilisce procedure per risolverli in modo efficace e tempestivo.
Gli ispettori (auditor) che fanno le ispezioni presso i ST, le UdR/PdR dove viene effettuata la raccolta di sangue e plasma sono professionisti qualificati e certificati nel campo della medicina e della gestione della qualità.
Solitamente provengono da organizzazioni di controllo qualità, enti di accreditamento o istituti governativi e sono incaricati di verificare che i ST e le UdR/PdR rispettino gli standard di sicurezza e qualità stabiliti dalle normative nazionali ed internazionali.
L’audit viene concordato preventivamente: viene fissata la data ed un’agenda con le attività che verranno verificate dagli ispettori.
Per gli audit di parte seconda, quelli svolti dall’Azienda che trasforma il plasma in MPD, gli audit durano 1 o 2 giornate e viene verificato tutto il processo partendo dalla selezione del donatore, la venipuntura, la raccolta del plasma, la sua etichettatura, il trasporto, le analisi di validazione, la tracciabilità, ecc.
L’auditor al termine registra in un verbale tutte le non conformità (NC) che ha riscontrato durante l’ispezione e, a seconda della gravità, vengono stabilite assieme ai soggetti verificati le tempistiche per la loro risoluzione da parte delle strutture ispezionate.
Le NC vengono classificate secondo tre livelli di gravità rispetto all’impatto sulla sicurezza ed efficacia del prodotto: minori, maggiori e critiche.
Qualora dovessero essere riscontrate NC critiche, la raccolta del plasma deve essere interrotta fino alla risoluzione della criticità.
I macchinari e gli strumenti devono essere sempre in perfetto ordine, manutenuti regolarmente e devono dimostrare che le loro prestazioni siano mantenute nel tempo.
I frigoriferi e i congelatori che vengono impiegati per la conservazione degli emocomponenti e del plasma devono avere un sistema che ne controlli la temperatura in continuo e che ne consenta la registrazione.
La garanzia della salute dei donatori è l’elemento fondamentale che sostiene non solo l’intero processo di raccolta e produzione di medicinali plasmaderivati, ma concorre a raggiungere l’autosufficienza nazionale e a garantire la sicurezza del plasma ai pazienti.